giovedì 4 giugno 2009

Citazione

"Sognò: stava costruendo un enorme muro con tantissimi libri. Cresceva alto, vedeva solo quello, il suo compito era di accatastare tutti i libri del mondo in una grande costruzione. "

Herman Hesse

sabato 28 febbraio 2009

Slogan di Febbraio: il cibo ci salverà! Non cambio!

Sottoslogan:
Non cambio!

L'argomento mi piace. Si, quello di febbraio e non voglio cambiarlo per ora.
Quindi, siamo ormai a marzo, e non cambio (slogan s'intende ;-))

Allora dov'ero rimasta, muble muble, ah si a una specie di deragliamento dovuto al calo di attenzione infrasettimanale e connessa intrusione di una sorella che crede che le canzoni siano molto in tema con il tema. Cioè, si lo sono, ma solo se si prova anche a spiegare perchè lo sono e più di un po'. Eh ehm, visto che un po' di tempo è passato, non spiegherò le associazioni che hanno condotto a inserire i testi che hanno molto nutrito l'immaginario di mia sorella (e il mio).
Sintetizzando direi che, rispetto all'argomento (ancora) attuale del blog, parlano di
Cibo subìto e cibo realmente desiderato.
E con questo voglio dire che la parola cibo ha un significato molto più vasto. Non è solo ciò che ci entra nella pancia, passando per quegli organi che ci consentono di assaporarlo (gli occhi, il naso, la bocca) ma quello di cui abbiamo bisogno oltre lo sfamarsi. Cose buone, positive, sane, quelle che ci aiutano a essere un po' migliori e che ci costano almeno qualche grammo di fatica. E qui si apre una voragine...

Bene!

Ecco, sembra che le nostre scelte individuali siano esercizio di democrazia.
Come individui possiamo "cambiare il mondo" quotidianamente quando scegliamo, acquistiamo, spendiamo, viaggiamo, facciamo quello che più ci piace.

Non è che voglio lanciare messaggi al mondo ma dico: si, interessante, bello, e come si fa a farlo?
Cosa posso fare io? Non è roba da poco. E' vero.

Intanto, prima cosa, l'esercizio della democrazia (fatta in casa) passa per la consapevolezza e l'informazione. Insomma più mi informo e più sono consapevole e maggiore è il senso critico.
Seconda cosa è partecipare: per me una delle cose più difficili! Anche se credo che cambiare noi stessi e i nostri comportamenti per uno scopo sociale e collettivo sia già un grande passo di partecipazione.

Nell'ambito della produzione e consumo agroalimentare le iniziative di partecipazione lato consumatori (quelli che non coltivano) sono veramente tante.

Un bel esempio (interessante davvero) è Agricoltura sostenuta dalla comunità locale dove il problema della difficoltà di autosostenersi dei produttori agricoli, in particolare piccole imprese a conduzione famigliare, è affrontato in modo originale, a livello dell'intera comunità che si nutre dei prodotti del territorio. Produttori e consumatori diventano così una cosa sola. I "consumatori" hanno la facoltà di dire la propria sulle modalità di coltivazione e essere quindi attivi, anche nella manutenzione diretta degli attrezzi e dei coltivi. Il vantaggio che ne deriva è che, rispetto agli acquisti al dettaglio, i prodotti sono più freschi e offerti a prezzi più bassi.
Mi vengono in mente le parole del presidente di Slowfood Carlo Petrini, che dice: "Noi non siamo consumatori, siamo produttori, tutti quanti".


lunedì 23 febbraio 2009

Slogan di Febbraio: il cibo ci salverà! Società non sarai sola senza me

Sottoslogan:
Società non sarai sola senza di me

Ecco qua!

SOCIETY
Eddie Vedder

It's a mystery to me
we have a greed
with which we have agreed

You think you have to want
more than you need
until you have it all you won't be free

society, you're a crazy breed
I hope you're not lonely without me

When you want more than you have
you think you need
and when you think more than you want
your thoughts begin to bleed

I think I need to find a bigger place
'cos when you have more than you think
you need more space

society, you're a crazy breed
I hope you're not lonely without me
society, crazy and deep
I hope you're not lonely without me

there's those thinking more or less less is more
but if less is more how you're keeping score?
Means for every point you make
your level drops
kinda like its starting from the top
you can't do that...

society, you're a crazy breed
I hope you're not lonely without me
society, crazy and deep
I hope you're not lonely without me

society, have mercy on me
I hope you're not angry if I disagree
society, crazy and deep
I hope you're not lonely without me

Ascolta

domenica 22 febbraio 2009

Slogan di Febbraio: il cibo ci salverà! Ho fame di niente perchè niente mi sazierà

Sottoslogan:
Ho fame di niente perchè niente mi sazierà

Mi riferisco ad una persona, alla sua vicenda.
E' la storia di un "Uomo senza desideri" raccontata già da Fulvio Roiter con le immagini sulla vita
e sul mondo di chi si è fatto bastare un fazzoletto di terra.
E niente altro.

E' vissuto per quaranta anni solo con ciò che il suo campo ha avuto da offrirgli senza contatti con il mondo esterno, senza persone, senza parenti. Niente, nessuno.

E ora, una vita passata nascosta sembra non sia passata inosservata.
Un libro fotografico gli è stato dedicato da Fulvio Roiter "Un uomo senza desideri".
Una parte del nuovo documentario di Ermanno Olmi "Terra Madre" è dedicata alla sua storia.
Il sito è stato segnalato alla raccolta dei luoghi di valore della provincia di Treviso e in mostra sino ad oggi come racconto fotografico.

Cos'è questo luogo?
E' ciò che resta della vita di chi ha preso dalla terra solo ciò che gli bastava per sopravvivere. E col passare degli anni quella parte di terra non coltivata alle necessità è diventato un bosco. Un lembo rinaturalizzato della pianura coltivato. Un bosco planiziale.

Chi è questa persona?
Ha un nome e cognome. E' morto da qualche anno. Viveva solo dentro i limiti del suo campo.

Una solitudine che per tutti è straziante non lo è stata per lui.

venerdì 20 febbraio 2009

Slogan di Febbraio: il cibo ci salverà! Parti dopo, arriverai prima!

Sottoslogan:
parti dopo, arriverai prima!

Oggi vi lascio il testo di una canzone sentita da Radio Uno tornando a casa dal lavoro.


di Marta sui Tubi

La spesa

Un'altra sera a casa a masticare noia e surgelati
La tv vomita vacui colori, la luce dei pensieri è spenta
Programmerò il mio umore artificialmente e scriverò
un saggio su come perdere
tempo senza sprecare nemmeno un minuto.

Vieni a farmi compagnia fiamma di carta, perditi
con me nel labirinto di un monolocale
a coltivare il miraggio di stare con i piedi per terra
sopra il pavimento di un quinto piano condominiale

E non so come ma arriverò puntuale.

Mi manca un chilo di pace integrale
e due etti di comprensione
e un cartone d'amore a lunga conservazione
non rimane che fare la spesa
Continuare a pagare
per quello che voglio e quello che non ho ancora

E non so dove ma arriverò puntuale

Oh che vasta scelta
mi si presenta
che sceglierò
ma voglio di più
per riempire la cesta
Che sceglierò
Vorrei essere io una volta
scelto

"Sai di vivere una vita che è contro natura, dove il giorno è per la notte dove la paura va scacciata via in un attimo, in un gesto attento di quell'anima un po’ scura che ti porti dentro. O forse è naturale inseguire il destino, perder l'innocenza per sentirsi bambino e dalle facce appese alle circostanze fai un sorriso beffardo o non ti accorgi neanche"

...Di spalle o col viso rivolto alla mia ermetica gravità, so di aver dio dentro, ma non è nient'altro che un piacevole stupro,
un fulmine,
un fulmine dentro la schiena!"


foto: DeLuchi

Per sentirla soprattutto:

La spesa


Giovanni Gulino sul testo:

"Il testo de La Spesa è nato dopo che ero andato al supermercato. Girando mi sono accorto che quando la gente va a fare la spesa in un certo senso si espone e comunica agli altri un po' di sé. Si prendono delle decisioni al supermercato, sono delle piccole prese di posizione. E allora mi sono interrogato sul perché certa gente acquista delle cose piuttosto che altre. O si acquista per sé o per gli altri, la fidanzata, la mamma... Dietro un gesto così semplice c'è un mondo sconosciuto.
[...]"

Fonte: clicca qui

giovedì 19 febbraio 2009

Slogan di Febbraio: il cibo ci salverà! Per fare l'albero ci vuole...

Sottoslogan:
Per fare l'albero ci vuole un fiore...

E' uscito il 17 febbraio il rapporto UNEP (il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente) dedicato alla crisi alimentare mondiale. Giusto nel blog precedente mi stupivo (e mi stupisco) di ciò che vedo sui banchi del mercato (le ciliegie di Carnevale erano lì per San Valentino, ora ne sono certa e per questo la cosa si fa ancor più patetica!), delle derrate alimentari destinate al mondo ricco che vanno a finire buttate per le regole del mercato e del prezzo.

L'UNEP sostiene:
"Per sconfiggere la fame planetaria è prima di tutto necessario combattere gli sprechi, rendendo più efficienti la catena di produzione alimentare e i sistemi di riciclaggio
".

L'organizzazione ONU ci dice che, fra derrate mal conservate e stoccate nei paesi poveri e buttate nei paesi ricchi, si arriva a sprecare quasi la metà degli alimenti prodotti.

Ci dice anche che il mondo potrà essere meglio sfamato grazie all'agricoltura biologica per le sue prestazioni migliori (per la conservazione del suolo e per il minor impiego di acqua) rispetto alle coltivazioni basate sull'uso di sostanze chimiche per la concimazione e il controllo delle malattie.

Devo andare a vedere, devo capire di più...

Mi chiedo: "Che c'entro in tutto ciò? "


CI VUOLE UN FIORE

Testo di Gianni Rodari
Musica di L. Bacalov - S. Endrigo


Le cose di ogni giorno raccontano segreti a chi le sa guardare ed ascoltare.


Per fare un tavolo

ci vuole il legno
per fare il legno

ci vuole l'albero
per fare l'albero

ci vuole il seme
per fare il seme

ci vuole il frutto
per fare il frutto

ci vuole un fiore
ci vuole un fiore,

ci vuole un fiore,
per fare un tavolo

ci vuole un fio-o-re.


Per fare un fiore

ci vuole un ramo
per fare il ramo

ci vuole l'albero
per fare l'albero

ci vuole il bosco
per fare il bosco

ci vuole il monte
per fare il monte

ci vuol la terra
per far la terra

ci vuole un fiore
per fare tutto

ci vuole un fio-o-re.


Per fare un tavolo

ci vuole il legno
per fare il legno

ci vuole l'albero
per fare l'albero

ci vuole il seme
per fare il seme

ci vuole il frutto
per fare il frutto

ci vuole il fiore
ci vuole il fiore,

ci vuole il fiore,
per fare tutto

ci vuole un fio-o-re.

domenica 15 febbraio 2009

Slogan di Febbraio: il cibo ci salverà! Rape e cavoli dei paesi tuoi!

Sottoslogan:
Rape e cavoli dei paesi tuoi!

Mi chiedo perchè non ho chiesto al fruttivendolo cosa ci facessero le ciliegie sul bancone. Non ho osato domandare da dove venissero ma, forse, sapere che la provenienza esotica era probabilmente oltre oceano e oltre equatore sarebbe stata una banale scoperta: Cile, o giù di lì o no?
Siamo a febbraio! E pare il gelo abbia intenzione di durare ancora un po'. A guardarsi semplicemente attorno non c'è niente che ci dice di rivolgere i nostri palati ai frutti della primavera.
Non so se dobbiamo abituarci o meno alle primizie fuori stagione, capaci di soddisfare le nostre voglie in qualsiasi momento dell'anno ma, se sono presenti al mercato un motivo ci sarà e forse, cosa assai probabile, viste le leggi del commercio, c'è qualcuno disposto ad acquistare cibi che hanno viaggiato per oceani molto di più di chi se li mangia.
Per fortuna si trattava solo del fruttivendolo che, con ogni probabilità, non rientra nei circuiti degli acquisti di stock di frutta e verdura (almeno per lui in modo non così diretto come nel caso seguente).
Se si osservassero con attenzione i banconi dei reparti di frutta e verdura dei supermercati ci sarebbe molto molto di più da stupirsi. Intanto, pare, e la cosa è tutta da approfondire, che gli acquisti dei supermercati siano governati da metodi volti ad ottenere prodotti al costo più basso (a scapito della qualità e delle relative garanzie?) determinando nel giro di poche ore le sorti dei produttori (si proprio come si trattasse della borsa di New York!) locali e nazionali a favore degli ultimi arrivati o meglio di quelle nazioni produttrici in cui la manodopera costa meno.
Sappiamo dei kiwi della Nuova Zelanda, dell'uva del Cile e di tutti i vari prodotti esotici che non consideriamo più primizie o rarità, prima fra tutti la meravigliosa banana ma anche il prelibato caffè. E molto importa sapere che a causa di banane e caffè intere nazioni e popolazioni siano state soggiogate dalle varie multinazionali presenti a questo mondo.
Da poco siamo venuti a conoscenza dell'apertura dei nuovi "fronti" della frutta e verdura: Cina, (mele, pere, cocomeri, meloni) Marocco (olive, carciofi, patate, grano) , l'Olanda (produzione di verdure mediterranee vendute in tutto il Nord Europa) e tanti altri*.
Mentre i nostri produttori, anche locali, per poter portare a casa la pagnotta e poter sperare di guadagnare qualcosa in più, dedicano parte delle coltivazioni proprio a primizie che prenderanno il "volo". Saranno acquistate e mangiate, cioè, in luoghi assai lontani, in altre nazioni. Non appena il prezzo determinato da altri cadrà, come una mannaia sulla testa dell'agricoltore, la bella primizia, cresciuta anzitempo, e che continua ad avere un valore (nutrizionale) andrà a finire nella spazzatura (si dice
rifiuto agricolo forse?) oppure la coltivazione sarà semplicemente abbandonata per la mancanza di un qualche vantaggio economico o, meglio, eccessivi costi di produzione e raccolta (sempre il costo della madopera).

* prometto approfondisco
Per ulteriori informazioni clicca qui

lunedì 9 febbraio 2009

Slogan di Febbraio: Il cibo ci salverà! Ho fame, che piacere!

Sottoslogan
Ho fame, che piacere!

Nutrirsi è istinto primario, attitudine che nasce con noi (intendo appena siamo fuori dalla pancia della mamma), di conservazione di noi stessi, fattore cruciale di crescita.
Appena nati sappiamo già succhiare. Il latte della mamma è il primissimo sapore con cui veniamo a contatto e che oltre ad essere nutrimento e a dare senso di sazietà ci offre qualcos’altro. E’ parte dell’amore materno, è una sua emanazione. Nutrirsi al seno della mamma è piacere non solo per lo stomaco che si riempie ma anche per tutto l’essere e il benessere del bambino. E’ piacere, è soddisfazione, è sazietà. E’ amore.

"Morirò, ma questo non ha importanza. Morirò, e non riesco a ricordare un sapore che mi frulla nel cuore. So che quel sapore è la verità prima e ultima di tutta la mia vita, e possiede la chiave di un cuore che da allora ho messo a tacere. So che è un sapore dell'infanzia o dell'adolescenza, una pietanza primordiale e sublime che precede qualsiasi vocazione critica, qualsiasi desiderio e pretesa di parlare del mio piacere di mangiare.
Un sapore dimenticato, annidato nel più profondo di me stesso e che alle soglie della morte, si manifesta come l'unica verità che in vita mia sia stata detta - o messa in pratica. Lo cerco e non lo trovo
."
Arthens sul Sapore
Muriel Barbery in Estasi culinarie (2008) Edizioni e/o

domenica 8 febbraio 2009

Slogan di Febbraio: Il cibo ci salverà! Se ..., se ...

Sottoslogan:
se non mangio muoio, se mangio muoio lo stesso!

Dico in che cosa mi sono messa? E’ un argomento complesso questo pur nella disarmante, inoppugnabile verità dello slogan. Mai scritto un diario, mai dedicatami in modo continuo a qualcosa di appassionante per più di 6 mesi. Vedremo anche ‘stavolta come andrà a finire la mia spero-non-bolla-di-sapone.
La prima verità implicita de IL CIBO CI SALVERA’ è quella che se non mangiamo, come singoli individui, moriremo anzitempo. La seconda verità è che se mangiamo troppo, è altamente probabile che moriremo ugualmente prima del tempo per le conseguenze dell’eccesso di cui non abbiamo bisogno.
Nutrirsi è uno dei diritti fondamentali dell’umanità e ha necessariamente a che fare con la felicità e il benessere delle singole persone ma, al di là della primaria soddisfazione dell’individuo, comporta meccanismi di cui non sempre siamo consapevoli.

Slogan di Febbraio: il cibo ci salverà!

Sottoslogan:
Gli ingredienti che utilizziamo nella preparazione dei nostri pasti sono uno degli elementi per salvare la terra. Si, proprio così.

Solo per questo post voglio precisare che la difficoltà nel tentare di approfondire uno slogan dipende da chi dice la frase ad effetto, da come lo dice, a chi si rivolge, lo scopo e soprattutto se ha detto altro a riguardo. Direi che lo slogan è mio (he, he per ora non cito le fonti di ispirazione ) e che ho un grande desiderio di approfondire il tema . Quindi cercherò di dire dell’altro. Spero con buoni risultati.

Dunque, il cibo ci salverà!