giovedì 31 marzo 2011

Un sassolino nello zaino

Dopo qualche anno, in una delle tante volte che riordinava lo zaino, trovò un piccolo sassolino sul fondo. Alla prima occasione, andò al lago di un Agosto lontano.
La punta dello scarpone sfiorava l’acqua. Non lo scagliò. Lo fece rotolare dalla mano, lentamente. Finchè non cadde accompagnato da un suono attutito e da un lieve cerchio che scomparve subito dopo.

martedì 29 marzo 2011

Sonata per le persone buone

Le vite degli altri - Das leben des anders - Germania 2006 - Film

Gerd Wiesler, capitano della Stasi nella Berlino del 1984, controlla con una stazione di ascolto lo scrittore Georg Dreyman e la sua compagna, Krista Maria Sieland, attrice fragile e inaffidabile, compromessa con il ministro della cultura.
Il clima del film e dell'ambientazione è quello della costante minaccia di accusa di insubordinazione nei confronti di chiunque, ovvero delle persone normali. Il che corrisponde all'impossibilità di esprimere, in qualsiasi circostanza della vita, il proprio dissenso al regime. La paura che colpisce tutti è quella di veder negati i propri sogni. Di scherzosa vita quotidiana: il tenente della Stasi, dopo aver raccontato una barzellata sul partito, finirà ad aprire buste negli scantinati della organizzazione di sicurezza nazionale della DDR (Repubblica Democratica Tedesca).  Normali: dopo la scoperta dell'installazione dei microfoni nella casa dello scrittore, la vicina di Dreyman sarà minacciata: se dirà una sola parola di ciò che ha visto, il figlio non potrà più studiare medicina. Artistici: al regista di talento, Albert Jerska, adorato dal mondo della cultura, verrà impedito di lavorare.
Dreyman e la sua compagna, nonostante tutto, non se la cavano così male rispetto a tanti altri. Lo scrittore riesce a far rappresentare le sue opere teatrali e Krista Maria, fa ciò che più desidera, recitare ma, vendendosi al ministro della cultura per timore di perdere il palcoscenico, ha come conseguenza una grave instabilità psicologica.
Il personaggio del cattivo, il capitano Wiesler, entra nella vita dei due come ascoltatore. Lo scopo però non è dei più alti. Il ministro, geloso di Krista Maria, vuole trovare a tutti i costi qualcosa a carico di Dreyman. Perciò si rivolge al superiore di Wiesler, il tenente colonnello Anton Gubritz, tirapiedi, ruffiano e arrivista.
Da subito l'operazione si rivela torbida, nelle motivazioni e negli scopi. Il ministro vuole per sè l'attrice. Il tenente colonnello vuole fare carriera per mezzo del ministro. 
Queste sono le vere motivazioni dell'operazione che il capitano Wiesler comprenderà da subito. Neppure lui può permettersi di esprimere ciò che pensa, soprattutto su una indagine voluta per motivazioni futili. 
Si coglie, dalle poche e attente frasi che gli sentiamo pronunciare, che c'è il lui un sottofondo di rettitudine e dignità. E la sua disapprovazione è vagamente accennata. Lo spettatore ancora non se ne accorge. 

Wiesler esegue gli ordini. Organizza la postazione d'ascolto e ne segue personalmente la gestione quotidiana. Riportando gli accadimenti di casa nei rapporti che compilerà meticolosamente.
Sin dai primi ascolti, qualcosa colpisce il solo e grigio Wiesler. L'atmosfera di quella casa, l'umanità dello scrittore, l'amore intenso della coppia fin nella loro intimità  fisica, lo toccano. In un momento in cui la casa è vuota, vi entra, si avvicina e sfiora in ginocchio il letto della coppia. La sera prima Krista Maria, dopo esser rientrata dallo squallido incontro con il ministro, chiede a Dreyman di abbracciarla. E così fanno a lungo, in silenzio. La tenerezza di questa coppia, sommersa da eventi e da una realtà in cui vivono così dura, consente loro di amarsi con dignità e rispetto.
In quella circostanza, il capitano porta con sè un libro: le poesie di Bertold Brecht. Una volta a casa, solo leggerà "Ricordo di Marie A." a voce alta 

Un giorno di settembre, il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l'amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d'estate
c'era una nube ch'io mirai a lungo:
bianchissima nell'alto si perdeva
e quando riguardai era sparita.


Ora Wiesler è coinvolto personalemente. 
Dopo qualche giorno, Dreyman riceve una telefonata che gli annuncia il suicidio del caro amico, Albert Jerga. Sconvolto, Georg prende lo spartito della "Sonata per le persone buone" e lo suona al pianoforte di casa con Krista accanto. Una volta concluso, dirà: "chi può rimanere cattivo dopo aver ascoltato, ma veramente ascoltato, una musica così?"

Wiesler sente tutto e da qui in poi il capitano comincia a provare disagio verso il suo ruolo e se stesso. Attua dei cambiamenti, piccoli all'inizio: l'episodio del bimbo, della prostita che lo soddisfa. Perdona da subito Dreyman: perchè sta lavorando per due potenti senza scrupoli ma, soprattutto perchè Dreyman è pulito. Sta dalla sua parte. 
Le cose cambiano quando Dreyman decide di attivarsi. Vuole scrivere un articolo di denuncia che sarà pubblicato su Der Spiegel nella Germania dell'Ovest. Si organizza in casa e a quel punto Wiesler prepara il rapporto. Ma prima di consegnarlo al tenente colonnello succede che...

La bellezza, l'arte, la poesia presente in quella casa d'artisti hanno trovato Gerd Wiesler, nome in codice HGW XX/7. Egli coglierà tutta la bellezza che verrà in seguito, degli spiati. Diventerà  anche sua.
Rifugge dallo squallore dei suoi superiori, in un modo personalissimo, una battaglia solitaria per salvare se stesso e la dignità che sente di possedere. Non solo. Scopre di cosa è fatta la bontà che ha in sè.
Il carattere di Wiesler è svelato lentamente e il cambiamento che lo muove è la profonda e inquietante (ri)scoperta di sè, dei valori personali inespressi e taciuti e dei valori universali ben più forti e potenti dell'ideologia di un partito guidato da figure di nessun valore umano.

 Fonte immagine: qui

venerdì 25 marzo 2011

Felicità è: un panino!

Il panino di Sara

Prendete del pane morbido, una confezione di Philadelphia, del prosciutto cotto, un avocado.

Tagliate il pane a metà, spalmate un generoso strato di Philadelphia su ambedue le fette, stendete il prosciutto su di una, e l'avocado a dadini (o spalmato) sull'altra, aggiungete a piacere un po' di sale e un po' di pepe appena macinato. Unite le due fette divertendovi a raccogliere ciò che cadrà. 

Per la foto: mi dispiace ma mi sono mangiata il soggetto.

Preparazione dell'avocado
Per sbucciare un avocado maturo, prendere un coltello affilato e tagliare il frutto per tutta la lunghezza, come se fosse una mela.
Occorre fare attenzione poiché il grosso nocciolo non si taglia e quindi non è possibile affettarlo da parte a parte ma occorre girare con il coltello intorno al nocciolo.
Afferrare le due metà e ruotarle dolcemente in senso opposto. Una volta tolto il nocciolo, estrarre la polpa con un cucchiaino o con un coltello, a seconda di quanto è maturo il frutto. Si può gustare in insalata o in abbinamento a formaggi dolci e/o cremosi.
Fonte: qui

Le parole sono pietre

le parole sono pietre

giovedì 17 marzo 2011

Appunti di... (3). Atmosfere

Immagini per descrivere un'atmosfera speciale... con scatola di mandorlato :D














































































mercoledì 16 marzo 2011

Appunti di ...(2). Polders

Wandelen over boerenland - Passeggiare in campagna

L'Ooijpolder
Polder non é traducibile in italiano ma é una parola sufficientemente nota a livello internazionale. Indica le terre conquistate all'acqua del mare o dei grandi fiumi attraverso la bonifica, la costruzione di dighe (dijk), argini e opere di regolazione idraulica. Il polder é di solito zona di campagna, con un uso agricolo dominante. Anche Nijmegen ha i suoi polders, giusto a ridosso del grande fiume Waal. Perció non si tratta in questo caso di terre strappate al mare come quelle dell'Olanda occidentale ma all'acqua dolce del grande fiume proveniente dalla Germania.
Anche se siamo distanti dai luoghi piú conosciuti a livello turistico qui si ha un ottimo esempio di cosa sono i polders. Di quanta fatica, lavoro, progettazione, pianificazione del territorio sono capaci gli olandesi. Evidentemente hanno motivazioni molto forti. 
Tra il 31 gennaio e il primo febbraio 1953 (watersnood van 1953), il mare, dopo 20 ore di costanti venti nordoccidentali fece rovinoso ingresso nell'entroterra, attraverso lo sfondamento del  sistema di dighe della provincia dello Zeeland. L'acqua si propagó  per chilomentri e chilometri, alzando di 4 metri e 20 cm, nella sola Amsterdam, il livello medio delle acque. La principale diga a mare ruppe rovinosamente mettendo in ginocchio tutto il sistema idraulico del Sud Ovest dei Paesi Bassi . L'area invasa dall´inondazione fu di 2'000 km quadrati, gli effetti dell'acqua salata furono devastanti per le colture e durarono per molto tempo.

Foto: l'entrata a BizonBaai nel Ooijpolder

martedì 15 marzo 2011

Appunti di... (1)

Non ho fatto molta pubblicitá... ebbeni sí sono in vacanza! Nijmegen non é di certo una novitá per me. Sono ormai un'abituee pluridecennale di questa cittá della provincia olandese (il Gelderland). Mi trovo in una regione poco conosciuta a livello turistico, ma ricca di spunti e di ottime occasioni per una visita. Nijmegen si trova ai confini con il Niederhein Westafalen, la regione della Germania conosciuta per la Ruhr, la grande conurbazione che include cittá come Düsseldorf, Duisburg, Essen, fin quasi a Dortmund e Köln (Colonia). Siamo nei Paesi Bassi Orientali (per la mappa qui). Di tedesco qui c'é ben poca traccia, peró. Gli olandesi sono olandesi ed hanno un carattere e prerogative proprie che ne fanno un popolo ai miei occhi per niente "crucco"! Ogni volta trovo qui un'amabilitá e una cordialitá cui non sono abituata nella mia vita italiana. Gli olandesi sono persone aperte, cordiali, simpatiche e affabili: sempre pronti a socializzare in un modo che a me piace molto.
La mia prima visita in cittá (ieri pomeriggio) é stata baciata dal sole e accompagnata da un clima primaverile, ovviamente assai raro in questo periodo dell'anno. Il lunedí é giorno di mercato a Nijmegen, perció é un ottimo momento per andare a giro e curiosare un po'.
La pausa caffé é molto "diversa" dalle mie abitudini. In effetti qui sembra proprio un momento di godimento, per il quale si possono dedicare alcune ore, seduti a prendere il primo sole tiepido di fine inverno. Beh, certo, neppure in caso di giornata libera mi passerebbe per la testa di stare ore seduta in una caffetteria. Forse dovrei provarci seriamente.
Una bevanda calda a base di foglie fresche di menta impazza da due anni circa da queste parti: ispirata dalla bevanda tanto in uso nel Maghreb.


 Un'immagine tipica delle giornate tiepide (anche invernali) in centro cittá: godersi qualche qualche ora di chiacchere con gli amici, un caffé, i raggi del sole.










Oppure una lettura al terzo piano sopra la piazza principale della cittá.









 Con la macchina fotografica presa a prestito ieri volevo cogliere qualche attimo che potesse far parte dei mie "Appunti di..." su questa cittá e vacanza. Purtroppo, Nijmegen é stata devastata durante a Seconda Guerra Mondiale e, pur vantando una storia antichissima con la fondazione romana di circa duemila anni fa, con l'appellativo di Novus Magus, dei segni della storia, dei palazzi medievali e delle tipiche costruzioni fiamminghe, rimane davvero molto, molto poco. Che peccato! Anche perché la ricostruzione qui é stata feroce e selvaggia. Uso questi aggettivi da tempo di guerra per sottolineare quanto dolorose, visibili e costanti siano state le ferite degli anni dei combattimenti e rappresaglie anche nel dopo guerra locale. Fattostá che questa cittá con la devastazione della guerra ha perso la sua anima. E un pezzo alla volta, se ho tempo, la vado a cercare per le strade, nella gente, in qualche particolare che mi colpisce. 
Non vorrei dire che la "fritteria" di cui riporto due immagini qui sotto possa contribuire al nobile scopo ma, adoro questo negozio perché sa di tempi andati e mantiene una genuinitá olandese che sta scomparendo. É il piú famoso distributore della cittá di patatine fritte (frites) all'olandese, cioé con la speciale salsa che sembra maionese ma che maionese non é e che si trova solo qui: le frites met sono un appuntamento d'obbligo per me ;-). Una tradizione a cui difficilmente rinuncio.[ ... ]

lunedì 14 marzo 2011

martedì 8 marzo 2011

Corona

Quando il padre di Corona seppe che la seconda figlia di vent'anni era incinta le diede una bastonata sulla testa.

La famiglia del diciannovenne Vittorino non permise che fosse celebrato il matrimonio e lo allontanarono da Corona, la pocodibuono.

Corona rimase in casa dei genitori fino a quando la bimba nacque, poi la spedirono in Svizzera dove lavorò in una fabbrica di cuscinetti a sfera. La bimba rimase in Italia dai nonni.

Passarono gli anni. Sarà stata la vita di fatiche, abbandonata in un paese straniero, la colpa, la punizione, la figlia lontana, Corona si ammalò di malinconia.

Preso dal rimorso, e solo dopo il racconto di un conoscente sullo stato in cui si trovava la figlia, il padre chiese che tornasse.

Corona rivide la figlia per la seconda volta dopo cinque anni.


Correva l'anno 1936, Corona era mia nonna, emigrata per espiare una colpa