domenica 12 giugno 2011

Indeterminatezza

Tra i miei desideri ricorrenti c'è sempre stato quello di conoscere Venezia e la sua laguna. Più mi avvicino e più il mistero non è svelato. Nuovi avvicinamenti si rendono necessari, forti quanto la brama di superare il senso di indeterminatezza che provo ad ogni ritorno. Per quanto le attività umane siano presenti e sconvolgono i ritmi e gli equilibri di questo fantastico ecosistema, ecco che la natura domina misteriosa là dove l'energia della mani e delle menti hanno colto ciò che di utile essa poteva dare. Seguendone i cicli stagionali, le maree, l'acqua dolce o salmastra, a seconda del prevalere dell'una o dell'altra. L'uomo qui si adegua e modifica, senza stravolgere. Nè è costretto. Non può farne a meno. Comprende osservando; e con occhi, mente e cuore fa quello che in altri luoghi  non sembra essere necessario: inchinarsi alla natura.