giovedì 26 gennaio 2012

hand made

Espressione inglese molto in voga per definire ciò che è fatto a mano e in pratica autoprodotto.
Non ne ho mai scritto, ma mi sto dedicando da un po' di tempo all'autoproduzione di alcuni beni.: vestiti, maglie, borse. Sto cercando di migliorare (studiando) in questi setttori nei quali già mi dilettavano da autodidatta.
E' per questo che dedico meno tempo al blog, nonostante io conti di tornare presto con maggiore assiduità.
In questi giorni sto attacando i pezzi del mio primo vero maglione. Magari non è venuto alla perfezione, ma sono così orgogliosa e soddisfatta! L'ho fatto seguendo le indicazioni di una rivista. Sono contenta di non aver mollato e di essere arrivata alla conclusione dell'opera. Ho scelto la lana, il colore, il modello, e ho fatto fatica per farlo. Qualsiasi acquisto non potrebbe mai darmi la stessa identica soddisfazione che provo in questo momento. Ne sono certa!

lunedì 23 gennaio 2012

basta che non mi rompano...

Credo di essere un'attaccabrighe.
Mi incavolo rapidamente, quasi con ferocia. La reazione è immediata.  Mi esce il fumo dalle orecchie.
L'irritazione mi fa salire il sangue alla testa. Credo che il mio sguardo si infiammi. Lancio fulmini con i miei occhi.
Il limite per il passaggio all'azione - cavare occhi come un farebbe un gatto - è sempre sul punto di essere superato.
Per fortuna che non ho reagito, lo scorso sabato, alla provocazione di una signora che mi accusava di averle soffiato il posteggio. Se la sarebbe vista davvero brutta. Aveva torto marcio!
Oltre alle palesi ingiustizie, abusi, sopraffazioni varie, furberie e linguette lunghe c'è qualcos'altro che mi fa imbestialire: i rompipalle di natura! Non quelli che rompono le scatole in senso buono (mi considero in questa categoria). No, non loro. Parlo di quelli o quelle che si prendono la libertà di metterti a disagio ad ogni occasione: ti incantonano e ti tarmano come se non potessi fare a meno di loro, dei loro giudizi o delle loro opinioni; dopo cinque minuti che li hai conosciuti. Ti dicono: "Facciamo così colà, andiamo di lì, di là, scriviamo una, due, tre mail". E loro poi indagano: "Ah ma non hai fatto così? Hai fatto colà? Sei andata di lì da sola? Allora andiamo assieme di là? E le mail???"
L'aria da santarelline e le vesti da suora nascondono dei temibili diavoli ficcanaso bacchettoni. Pronti a farti i conti.
Non ho bisogno di tirapiedi, grazie.

venerdì 20 gennaio 2012

I comuni che dicono Basta Così

Riporto qui l'incipit dell'articolo da me scritto per la rivista periodica Vivere Marghera e apparso nel numero 1 di quest'anno.


In Italia ogni anno spariscono 500 chilometri quadrati di suolo. Inoltre. si stima che esistano almeno due milioni e mezzo di case vuote. Sulla base di questi dati è nato il movimento nazionale Stop al consumo del territorio (per vistare il sito qui ) e il forum dei movimenti per la terra e il paesaggio (per consultare il sito qui ).

Cassinetta di Lugagnano è un comune molto piccolo che da qualche tempo è entrato a conoscenza dei più per il suo sindaco, Domenico Finiguera, famoso per aver adottato e portato avanti, per ben due mandati, la linea politica dello zero consumo di suolo.
Riconosciuto il fatto che nuove costruzioni non erano sostenibili da un punto di vista ambientale, il primo cittadino di Cassinetta ha puntato, con un piano regolatore innovativo, sul recupero e il miglioramento dell'esistente, piuttosto che creare nuovo cemento. 
[per continuare, leggi il n. 1 del 2012 di VivereMarghera: qui]

giovedì 19 gennaio 2012

Il dominio della tecnologia caotica

Perdere un'ora di lavoro mi fa imbestialire.
Non posso dire che scrivere qui sia un lavoro ma, perdere ogni traccia di quel che avevo composto durante l'ultima ora mi ha svuotata.
Mi dispiace aver perso qualcosa che mi aveva ispirata e fatto soffermare un po'.
Uff...